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	<title>Blog &#8211; Emanuela Rossi</title>
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	<description>Sito Ufficiale di Emanuela Rossi</description>
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		<title>Emanuela Rossi: l&#8217;intervista a &#8220;Un caffè che Vale&#8221;</title>
		<link>https://www.emanuelarossiofficial.it/emanuela-rossi-lintervista-a-un-caffe-che-vale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 19:59:38 +0000</pubDate>
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			<h2>L&#8217;intervista di Emanuela Rossi a &#8220;Un caffè che vale&#8221; di Piero Muscari: Gigi Proietti, il grande maestro.</h2>

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			<p style="text-align: left;"><strong>Emanuela Rossi</strong> è stata l&#8217;ospite della puntata di oggi, mercoledì 11 Novembre, di &#8220;<strong><a href="https://uncaffechevale.it/">Un caffè che vale</a></strong>&#8220;, la nuova rubrica, di <strong><a href="https://www.pieromuscari.it/">Piero Muscari</a></strong>, che racconta storie di successo nuove e diverse, ogni giorno.</p>
<p>Emanuela ha ricordato il <strong>Gigi Proietti</strong>, recentemente scomparso.  Se hai perso la puntata  “<strong>Gigi, il nostro maestro</strong>” guarda la replica, qui accanto per saperne di più.</p>

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			<p style="text-align: left;"><a href="https://www.emanuelarossiofficial.it/wp-content/uploads/2017/07/I-nostri-figli.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-24572 alignleft" src="https://www.emanuelarossiofficial.it/wp-content/uploads/2017/07/I-nostri-figli-300x169.jpg" alt="Primo piano di Emanuela Rossi in sala registrazione" width="300" height="169" srcset="https://www.emanuelarossiofficial.it/wp-content/uploads/2017/07/I-nostri-figli-300x169.jpg 300w, https://www.emanuelarossiofficial.it/wp-content/uploads/2017/07/I-nostri-figli-768x432.jpg 768w, https://www.emanuelarossiofficial.it/wp-content/uploads/2017/07/I-nostri-figli-1024x576.jpg 1024w, https://www.emanuelarossiofficial.it/wp-content/uploads/2017/07/I-nostri-figli.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>In questi mesi l’abbiamo sentita al cinema nei panni di Emma Thompson, come Fiona Maye, in <em>Il verdetto – the children act </em>e come primo ministro inglese in <em>Johnny English colpisce ancora</em>. A novembre è stata anche la voce di Cate Blanchett ne <em>Il mistero della casa del tempo</em>. Ma non finisce qui. Voce narrante di <em>Desperate Housewives</em> (Brenda Strong), doppiatrice delle attrici più affermate dei nostri tempi, la lista delle sue interpretazioni è lunghissima, di seguito ne faccio solo un breve elenco: Michelle Pfeiffer, Uma Thurman, Angelina Jolie, Sharon Stone, Susan Sarandon, Jodie Foster, Jennifer Beals, e ancora Robin Wright, Madonna, Kim Cattrall, Isabella Rossellini, Goldie Hawn, oltre alle già citate Emma Thompson e Cate Blanchett.</p>
<p>E se questo non vi avesse ancora sorpresi, pensate che la sua voce è stata prestata a Jerry in <em>Tom &amp; Jerry</em>, a Bizet ne <em>Gli Aristogatti</em>, alla giovanissima attrice protagonista Inger Nilsson nel telefilm <em>Pippi Calzelunghe</em>.</p>
<p><a href="https://www.emanuelarossiofficial.it/chi-sono/"><strong>Emanuela Rossi</strong></a> è una voce che conosciamo senza dubbio. E che ci ha fatto amare tantissimi personaggi del piccolo e grande schermo. Intervistare lei è come intervistare il meglio del cinema e dell’animazione. A tutti i lettori, dunque buona lettura!</p>
<p><strong> </strong><strong>1) Gent.ma sig.ra Rossi, con quale personaggio è cominciata la sua carriera? A che età e in quali circostanze?</strong></p>
<p>Quando ho iniziato ero molto piccola, avevo nove anni. Il primo personaggio in assoluto è stato Jerry (di <em>Tom e Jerry</em>). La carriera è esplosa, sempre da bambina, quando ho doppiato Pippi Calzelunghe. E poi da Pippi Calzelunghe a Michelle Pfeiffer c’è tutto un excursus.</p>
<p><strong> </strong><strong>2) </strong><strong>Quanto studio richiede il doppiaggio? È una disciplina che esige davvero così tanto rigore o è solo una voce di corridoio la fatica dietro all’esercizio di questo mestiere?</strong></p>
<p><strong> </strong>La voce, come tutte le professioni e tutti i mestieri fatti bene, richiede un impegno, una dedizione, uno studio, un’attitudine. Non è un lavoro che tutti possono fare: non basta solo una bella voce, bisogna anche avere una predisposizione, un talento.</p>
<p><strong> </strong><strong>3) Qual è la caratteristica che non deve mancare in chi si approccia all’arte del doppiaggio? E qual è la cosa più difficile per chi vuol fare il doppiatore?</strong></p>
<p>Sicuramente il talento artistico, perché il doppiatore, al contrario di quanto si pensa, non è uno speaker, è un attore a tutto tondo, che in questo caso si mette a disposizione e offre il proprio talento ad un altro attore, cercando di tradurre in emozioni un ruolo che è già stato fatto, interpretato. È proprio questa la difficoltà.</p>
<p><strong> </strong><strong>4) Qual è la prima cosa che si fa quando si deve interpretare un nuovo personaggio? Si studia il copione?</strong></p>
<p>Noi il copione lo riceviamo già tradotto e adattato ai movimenti labiali, per cui il copione è un lavoro che è già stato fatto. E si deve assolutamente avere questa capacità di immedesimarsi, stando in un ambiente, diciamo così, asettico; il doppiatore deve immedesimarsi in una situazione, in una storia, in un volto, in un personaggio che vive là, sullo schermo, mentre lui sta in una sala asettica, al buio, qualche volta da solo.</p>
<p><strong>5) Parliamo adesso un po’ dei protagonisti ai quali ha dato voce. Quale film e quale personaggio le sono rimasti più vicini? Qual è stato il più divertente, il più commovente e il più entusiasmante? Ci racconti, siamo curiosi di storie.</strong></p>
<p>Ti dico la verità, ne ho fatti così tanti (la mia carriera è lunghissima, ho iniziato che ero bambina!), che sinceramente è difficile dare solo qualche nome, non saprei dirlo. A seconda dei film, quando c’è stato da entusiasmarmi, mi sono entusiasmata, quando da divertirmi, mi sono divertita. Quando ho doppiato il film di Mel Brooks, <em>Balle spaziali</em> (1987), lì addirittura doppiavo due personaggi, facendo le imitazioni di Tina Pica, lì mi sono molto divertita.</p>
<p>Poi ci sono stati dei film molto belli, commoventi: <em>L’età dell’innocenza</em>, <em>Quel che resta del giorno</em>. Sono stati film che mi sono rimasti un po’ nel cuore.</p>
<p><strong> </strong><strong>6) Il doppiaggio che l’ha onorata più di tutti?</strong></p>
<p><strong> </strong>Ce ne sono tantissimi. Uno dei più recenti che ho fatto… questo film con Emma Thompson, <em>Il verdetto</em>. Tutti mi stanno facendo tanti complimenti. Oppure, non ultimo, il film di Woody Allen, <em>Blue Jasmine</em>, con Cate Blanchett.</p>
<p><strong> 7) </strong><strong>Ha mai incontrato le grandi attrici alle quali ha prestato la voce?</strong></p>
<p>Ahimè, no. Peccato veramente, ma non dispero.</p>
<p>Tuttavia, cosa posso dirti? Quando ero più giovane, ho avuto modo di conoscere registi americani, tipo Robert Altman. Quando doppiai <em>Tre donne</em>, venne espressamente lui in Italia a scegliere il cast delle voci. Ho avuto modo di conoscere John Boorman, quando ho doppiato il film <em>Excalibur</em>. Quelli sono incontri interessanti. Per non parlare di tutti i registi italiani con i quali ho lavorato: Monicelli, Ettore Scola, Gigi Magni.</p>
<p><strong> </strong><strong>8) Qualche curiosità, qualche aneddoto sulla voce narrante di <em>Desperate Housewives</em>? Le narrazioni di questo telefilm sono indimenticabili e probabilmente non c’è orecchio che non le ricordi.</strong></p>
<p>Il problema di <em>Desperate</em> è stato veramente trovare il tono narrativo giusto, che era una cosa particolare, perché il personaggio (Mary Alice) doveva essere una donna che ormai vedeva le cose dall’alto, in modo distaccato, da un’altra dimensione, per cui doveva avere un tono accogliente, pacato, tranquillo, distaccato, però essere anche affascinante, coinvolgente, quasi materno. Era difficile trovare il tono giusto, era difficile.</p>
<p><strong>9) Riguardo invece i suoi ultimissimi lavori, com’è stato interpretare Emma Thompson ne <em>Il verdetto</em>? Ho notato una forte differenza tra il trailer originale e quello in italiano. C’è una ragione particolare che ha indirizzato questa scelta interpretativa?</strong></p>
<p><strong> </strong>I trailer originali, in genere, vengono montati prendendo degli spezzoni già dai film, non li ridoppiano. Quando noi montiamo i trailer in italiano, proprio perché è un trailer e perché deve dare un messaggio incisivo, allora usiamo quelli che spesso chiamiamo <em>toni da presentazione</em>, cioè vengono usati toni più accesi, più forti, che possono essere più incisivi.</p>
<p>Quando io ho doppiato i pezzi nel film che sono inseriti anche nel trailer, ho usato un tono pacato, diverso, ma perché naturalmente facevano parte di una scena, avevano una consequenzialità. Quando invece ci sono dei piccoli pezzi messi là, a comporre il trailer, allora per dargli un tatto più deciso, più sonoro, sul pubblico, allora si usano, rimanendo però sempre fedeli al film, toni più accesi. Brava che te ne sei accorta.</p>
<p><strong> </strong><strong>10) Spesso, conversando, emerge l’idea diffusa che il cinema e le serie tv d’oltreoceano siano meglio fatte e più avvincenti rispetto alle produzioni italiane. Il doppiaggio nostrano, invece, è elogiato da chiunque, per bellezza e precisione. Cosa ne pensa?</strong></p>
<p>Sono due cose diverse. Ci sono delle fiction italiane che sono state fatte molto bene, che sono molto, molto belle. È una questione di idee, perché gli italiani non sono da meno degli attori stranieri. A volte è una questione di mezzi, e spesso di idee; però ci sono delle serie italiane molto belle che sono state spostate all’estero, come quella di Paolo Sorrentino, <em>The Young Pope</em>. Aho, noi non semo da meno de nessuno!</p>
<p><strong> </strong><strong>11) Lei è anche attrice, ieri era in scena a Cormons per <em>Bukurosh mio nipote</em>, di Gianni Clementi per la regia di Claudio Boccaccini. Si tratta del sequel de <em>I suoceri albanesi</em>. Quali sono i punti forti di queste due commedie? Ci dica perché non dovremmo perdercele.</strong></p>
<p>Toccano tanti temi, già nella prima commedia. Intanto il rapporto genitori-figli, perché noi genitori (io e Francesco Pannofino) avevamo a che fare con questa ragazza di sedici anni che ci dava non pochi problemi. Poi naturalmente, da come si evince dal titolo, il tema dell’integrazione: la ragazza ad certo punto si innamora di un operaio albanese che viene a fare dei lavori in casa. Ci sono anche altri due personaggi che gravitano all’interno di questa casa: una mia amica, erborista, che ha il problema della solitudine, per cui le donne che magari arrivate ad un’età, intorno ai cinquant’anni, si ritrovano sole, vivono e ci consegnano il tema della solitudine; infine l’altro nostro condomino è un colonnello ormai in pensione, omosessuale.<br />
Il tutto viene trattato con un occhio e viene guardato con un occhio ironico, leggero, divertente, critico, se vuoi, ma critico in modo bonario. Penso che siano questi gli elementi che ne determinano un po’ il successo. La gente viene a teatro, si riconosce in certe situazioni, empatizza con questi personaggi, che in fondo si fanno voler bene.</p>

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<p><strong> </strong><strong>12) Che differenza c’è tra l’interpretazione e la preparazione nel teatro e quelle nel mondo del doppiaggio? E quali sono i suoi nuovi progetti teatrali? E il prossimo doppiaggio?</strong></p>
<p>Naturalmente nel doppiaggio il lavoro è già stato fatto, per cui diciamo che lì sta alla bravura, al mestiere dell’attore-doppiatore, e il risultato deve essere immediato.<br />
Mentre in teatro si fa con le prove, si deve creare comunque un personaggio che già c’è in scrittura, sicuramente, però poi una deve adattare, da un vestito che si deve cucire addosso. Indubbiamente il doppiaggio è più solitario. Una volta si doppiava tutti insieme, adesso per problemi tecnici, si doppia uno alla volta, per cui spesso ti ritrovi a fare scene d’amore o di sentimento completamente da solo. Vedi la scena e allora tu, con la tua immaginazione, così talmente viva e allenata, pensi di essere là, e ci riesci. Il doppiaggio, certo è più estraniante, è più freddo, è tecnico e di testa. Mentre il teatro ha anche la fisicità.</p>
<p>Per quanto riguarda i prossimi progetti in teatro, sino a Natale devo finire questo spettacolo (<em>Bukurosh, mio nipote</em>), sono in tournée in tutt’Italia. Si sta lavorando ad altri progetti, ma vediamo che cosa si concretizzerà.</p>
<p>Per il doppiaggio, invece, per il momento sono un po’ ferma, perché girando fuori e non avendo il dono dell’ubiquità…! Però sicuramente appena arriva qualche attrice, o anche serie…</p>
<p><strong> </strong><strong> 13) </strong><strong>Quanto tempo ci vuole, generalmente, per doppiare un film? Un mese?</strong></p>
<p>No, meno, meno. Dipende, dipende dal film. <em>Il verdetto</em> l’ho doppiato in tre giorni, <em>Blue Jasmine</em> in una settimana.</p>
<p><strong> </strong><strong> 14) </strong><strong>Scuola di doppiaggio. Ci sono notizie ufficiali riguardo l’apertura di una sua scuola?</strong></p>
<p>Bisogna avere tempo, pensarci.</p>
<p><strong> </strong><strong>15) Sono più importanti il caso, la fortuna o la determinazione?</strong></p>
<p><strong> </strong>Tutto, ci vuole tutto, ma la fortuna viene prima di ogni cosa.</p>
<p><strong>16) Gent.</strong><strong>ma signora Rossi, la ringrazio per la sua disponibilità e per la magia che ci ha regalato e ci continua a regalare con il suo lavoro. Adesso le chiedo due saluti, per i nostri lettori. Come ci saluterebbe Emma Thompson e come invece Emanuela Rossi?</strong></p>
<p><strong> </strong>Sicuramente Emma Thompson, essendo inglese, saluterebbe con un aplomb molto english*. Si dovrebbe chiamare Emma e chiedere a lei. Da Emanuela Rossi, vi dico: cari lettori, seguiteci sempre, il doppiaggio è una bellissima professione, umana, emotiva, che purtroppo qualcuno paventa che possa essere in estinzione. Invece è una professione molto importante, è un’occasione di lavoro, per i giovani, un’occasione splendida di lavoro per chi ha attitudini o per chi ha velleità, desideri artistici. Inoltre il doppiaggio svolge una funzione sociale importantissima: spesso si dice che la lingua italiana è la lingua parlata dai doppiatori, il doppiaggio crea anche un’identità nazionale. Senza dimenticare che per guardare un film in originale, la lingua la devi conoscere bene, per capire; e il sottotitolo che spesso viene apposto, intanto, sporca l’immagine, poi il fatto che tu stia lì a perdere tempo, a leggere, e non vedi la faccia, non partecipi, è un po’ castrante da un punto di vista di partecipazione emotiva, empatica. Quindi continuate a seguirci, ad amare questo splendido lavoro che ci rende orgogliosi in tutto il mondo, il nostro doppiaggio è riconosciuto come un’<strong>eccellenza italiana (A tal proposito ricordiamo la sua storia sul sito <a href="https://www.eccellenzeitaliane.eu">Eccellenze Italiane</a> al seguente link: <a href="https://www.eccellenzeitaliane.eu/emanuela-rossi/">https://www.eccellenzeitaliane.eu/emanuela-rossi</a></strong><strong>)</strong></p>

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			<p><em>Fonte: www.ilraccoglitore.com/</em></p>

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		<title>Emanuela Rossi: l&#8217;intervista de &#8220;Il Raccoglitore&#8221;</title>
		<link>https://www.emanuelarossiofficial.it/emanuela-rossi-lintervista-de-il-raccoglitore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Dec 2018 13:42:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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			<h2>L&#8217;intervista di Emanuela Rossi su &#8220;Il Raccoglitore&#8221;</h2>

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			<p style="text-align: left;"><a href="https://www.emanuelarossiofficial.it/wp-content/uploads/2017/07/I-nostri-figli.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-24572 alignleft" src="https://www.emanuelarossiofficial.it/wp-content/uploads/2017/07/I-nostri-figli-300x169.jpg" alt="Primo piano di Emanuela Rossi in sala registrazione" width="300" height="169" srcset="https://www.emanuelarossiofficial.it/wp-content/uploads/2017/07/I-nostri-figli-300x169.jpg 300w, https://www.emanuelarossiofficial.it/wp-content/uploads/2017/07/I-nostri-figli-768x432.jpg 768w, https://www.emanuelarossiofficial.it/wp-content/uploads/2017/07/I-nostri-figli-1024x576.jpg 1024w, https://www.emanuelarossiofficial.it/wp-content/uploads/2017/07/I-nostri-figli.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>In questi mesi l’abbiamo sentita al cinema nei panni di Emma Thompson, come Fiona Maye, in <em>Il verdetto – the children act </em>e come primo ministro inglese in <em>Johnny English colpisce ancora</em>. A novembre è stata anche la voce di Cate Blanchett ne <em>Il mistero della casa del tempo</em>. Ma non finisce qui. Voce narrante di <em>Desperate Housewives</em> (Brenda Strong), doppiatrice delle attrici più affermate dei nostri tempi, la lista delle sue interpretazioni è lunghissima, di seguito ne faccio solo un breve elenco: Michelle Pfeiffer, Uma Thurman, Angelina Jolie, Sharon Stone, Susan Sarandon, Jodie Foster, Jennifer Beals, e ancora Robin Wright, Madonna, Kim Cattrall, Isabella Rossellini, Goldie Hawn, oltre alle già citate Emma Thompson e Cate Blanchett.</p>
<p>E se questo non vi avesse ancora sorpresi, pensate che la sua voce è stata prestata a Jerry in <em>Tom &amp; Jerry</em>, a Bizet ne <em>Gli Aristogatti</em>, alla giovanissima attrice protagonista Inger Nilsson nel telefilm <em>Pippi Calzelunghe</em>.</p>
<p><a href="https://www.emanuelarossiofficial.it/chi-sono/"><strong>Emanuela Rossi</strong></a> è una voce che conosciamo senza dubbio. E che ci ha fatto amare tantissimi personaggi del piccolo e grande schermo. Intervistare lei è come intervistare il meglio del cinema e dell’animazione. A tutti i lettori, dunque buona lettura!</p>
<p><strong> </strong><strong>1) Gent.ma sig.ra Rossi, con quale personaggio è cominciata la sua carriera? A che età e in quali circostanze?</strong></p>
<p>Quando ho iniziato ero molto piccola, avevo nove anni. Il primo personaggio in assoluto è stato Jerry (di <em>Tom e Jerry</em>). La carriera è esplosa, sempre da bambina, quando ho doppiato Pippi Calzelunghe. E poi da Pippi Calzelunghe a Michelle Pfeiffer c’è tutto un excursus.</p>
<p><strong> </strong><strong>2) </strong><strong>Quanto studio richiede il doppiaggio? È una disciplina che esige davvero così tanto rigore o è solo una voce di corridoio la fatica dietro all’esercizio di questo mestiere?</strong></p>
<p><strong> </strong>La voce, come tutte le professioni e tutti i mestieri fatti bene, richiede un impegno, una dedizione, uno studio, un’attitudine. Non è un lavoro che tutti possono fare: non basta solo una bella voce, bisogna anche avere una predisposizione, un talento.</p>
<p><strong> </strong><strong>3) Qual è la caratteristica che non deve mancare in chi si approccia all’arte del doppiaggio? E qual è la cosa più difficile per chi vuol fare il doppiatore?</strong></p>
<p>Sicuramente il talento artistico, perché il doppiatore, al contrario di quanto si pensa, non è uno speaker, è un attore a tutto tondo, che in questo caso si mette a disposizione e offre il proprio talento ad un altro attore, cercando di tradurre in emozioni un ruolo che è già stato fatto, interpretato. È proprio questa la difficoltà.</p>
<p><strong> </strong><strong>4) Qual è la prima cosa che si fa quando si deve interpretare un nuovo personaggio? Si studia il copione?</strong></p>
<p>Noi il copione lo riceviamo già tradotto e adattato ai movimenti labiali, per cui il copione è un lavoro che è già stato fatto. E si deve assolutamente avere questa capacità di immedesimarsi, stando in un ambiente, diciamo così, asettico; il doppiatore deve immedesimarsi in una situazione, in una storia, in un volto, in un personaggio che vive là, sullo schermo, mentre lui sta in una sala asettica, al buio, qualche volta da solo.</p>
<p><strong>5) Parliamo adesso un po’ dei protagonisti ai quali ha dato voce. Quale film e quale personaggio le sono rimasti più vicini? Qual è stato il più divertente, il più commovente e il più entusiasmante? Ci racconti, siamo curiosi di storie.</strong></p>
<p>Ti dico la verità, ne ho fatti così tanti (la mia carriera è lunghissima, ho iniziato che ero bambina!), che sinceramente è difficile dare solo qualche nome, non saprei dirlo. A seconda dei film, quando c’è stato da entusiasmarmi, mi sono entusiasmata, quando da divertirmi, mi sono divertita. Quando ho doppiato il film di Mel Brooks, <em>Balle spaziali</em> (1987), lì addirittura doppiavo due personaggi, facendo le imitazioni di Tina Pica, lì mi sono molto divertita.</p>
<p>Poi ci sono stati dei film molto belli, commoventi: <em>L’età dell’innocenza</em>, <em>Quel che resta del giorno</em>. Sono stati film che mi sono rimasti un po’ nel cuore.</p>
<p><strong> </strong><strong>6) Il doppiaggio che l’ha onorata più di tutti?</strong></p>
<p><strong> </strong>Ce ne sono tantissimi. Uno dei più recenti che ho fatto… questo film con Emma Thompson, <em>Il verdetto</em>. Tutti mi stanno facendo tanti complimenti. Oppure, non ultimo, il film di Woody Allen, <em>Blue Jasmine</em>, con Cate Blanchett.</p>
<p><strong> 7) </strong><strong>Ha mai incontrato le grandi attrici alle quali ha prestato la voce?</strong></p>
<p>Ahimè, no. Peccato veramente, ma non dispero.</p>
<p>Tuttavia, cosa posso dirti? Quando ero più giovane, ho avuto modo di conoscere registi americani, tipo Robert Altman. Quando doppiai <em>Tre donne</em>, venne espressamente lui in Italia a scegliere il cast delle voci. Ho avuto modo di conoscere John Boorman, quando ho doppiato il film <em>Excalibur</em>. Quelli sono incontri interessanti. Per non parlare di tutti i registi italiani con i quali ho lavorato: Monicelli, Ettore Scola, Gigi Magni.</p>
<p><strong> </strong><strong>8) Qualche curiosità, qualche aneddoto sulla voce narrante di <em>Desperate Housewives</em>? Le narrazioni di questo telefilm sono indimenticabili e probabilmente non c’è orecchio che non le ricordi.</strong></p>
<p>Il problema di <em>Desperate</em> è stato veramente trovare il tono narrativo giusto, che era una cosa particolare, perché il personaggio (Mary Alice) doveva essere una donna che ormai vedeva le cose dall’alto, in modo distaccato, da un’altra dimensione, per cui doveva avere un tono accogliente, pacato, tranquillo, distaccato, però essere anche affascinante, coinvolgente, quasi materno. Era difficile trovare il tono giusto, era difficile.</p>
<p><strong>9) Riguardo invece i suoi ultimissimi lavori, com’è stato interpretare Emma Thompson ne <em>Il verdetto</em>? Ho notato una forte differenza tra il trailer originale e quello in italiano. C’è una ragione particolare che ha indirizzato questa scelta interpretativa?</strong></p>
<p><strong> </strong>I trailer originali, in genere, vengono montati prendendo degli spezzoni già dai film, non li ridoppiano. Quando noi montiamo i trailer in italiano, proprio perché è un trailer e perché deve dare un messaggio incisivo, allora usiamo quelli che spesso chiamiamo <em>toni da presentazione</em>, cioè vengono usati toni più accesi, più forti, che possono essere più incisivi.</p>
<p>Quando io ho doppiato i pezzi nel film che sono inseriti anche nel trailer, ho usato un tono pacato, diverso, ma perché naturalmente facevano parte di una scena, avevano una consequenzialità. Quando invece ci sono dei piccoli pezzi messi là, a comporre il trailer, allora per dargli un tatto più deciso, più sonoro, sul pubblico, allora si usano, rimanendo però sempre fedeli al film, toni più accesi. Brava che te ne sei accorta.</p>
<p><strong> </strong><strong>10) Spesso, conversando, emerge l’idea diffusa che il cinema e le serie tv d’oltreoceano siano meglio fatte e più avvincenti rispetto alle produzioni italiane. Il doppiaggio nostrano, invece, è elogiato da chiunque, per bellezza e precisione. Cosa ne pensa?</strong></p>
<p>Sono due cose diverse. Ci sono delle fiction italiane che sono state fatte molto bene, che sono molto, molto belle. È una questione di idee, perché gli italiani non sono da meno degli attori stranieri. A volte è una questione di mezzi, e spesso di idee; però ci sono delle serie italiane molto belle che sono state spostate all’estero, come quella di Paolo Sorrentino, <em>The Young Pope</em>. Aho, noi non semo da meno de nessuno!</p>
<p><strong> </strong><strong>11) Lei è anche attrice, ieri era in scena a Cormons per <em>Bukurosh mio nipote</em>, di Gianni Clementi per la regia di Claudio Boccaccini. Si tratta del sequel de <em>I suoceri albanesi</em>. Quali sono i punti forti di queste due commedie? Ci dica perché non dovremmo perdercele.</strong></p>
<p>Toccano tanti temi, già nella prima commedia. Intanto il rapporto genitori-figli, perché noi genitori (io e Francesco Pannofino) avevamo a che fare con questa ragazza di sedici anni che ci dava non pochi problemi. Poi naturalmente, da come si evince dal titolo, il tema dell’integrazione: la ragazza ad certo punto si innamora di un operaio albanese che viene a fare dei lavori in casa. Ci sono anche altri due personaggi che gravitano all’interno di questa casa: una mia amica, erborista, che ha il problema della solitudine, per cui le donne che magari arrivate ad un’età, intorno ai cinquant’anni, si ritrovano sole, vivono e ci consegnano il tema della solitudine; infine l’altro nostro condomino è un colonnello ormai in pensione, omosessuale.<br />
Il tutto viene trattato con un occhio e viene guardato con un occhio ironico, leggero, divertente, critico, se vuoi, ma critico in modo bonario. Penso che siano questi gli elementi che ne determinano un po’ il successo. La gente viene a teatro, si riconosce in certe situazioni, empatizza con questi personaggi, che in fondo si fanno voler bene.</p>

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<p><strong> </strong><strong>12) Che differenza c’è tra l’interpretazione e la preparazione nel teatro e quelle nel mondo del doppiaggio? E quali sono i suoi nuovi progetti teatrali? E il prossimo doppiaggio?</strong></p>
<p>Naturalmente nel doppiaggio il lavoro è già stato fatto, per cui diciamo che lì sta alla bravura, al mestiere dell’attore-doppiatore, e il risultato deve essere immediato.<br />
Mentre in teatro si fa con le prove, si deve creare comunque un personaggio che già c’è in scrittura, sicuramente, però poi una deve adattare, da un vestito che si deve cucire addosso. Indubbiamente il doppiaggio è più solitario. Una volta si doppiava tutti insieme, adesso per problemi tecnici, si doppia uno alla volta, per cui spesso ti ritrovi a fare scene d’amore o di sentimento completamente da solo. Vedi la scena e allora tu, con la tua immaginazione, così talmente viva e allenata, pensi di essere là, e ci riesci. Il doppiaggio, certo è più estraniante, è più freddo, è tecnico e di testa. Mentre il teatro ha anche la fisicità.</p>
<p>Per quanto riguarda i prossimi progetti in teatro, sino a Natale devo finire questo spettacolo (<em>Bukurosh, mio nipote</em>), sono in tournée in tutt’Italia. Si sta lavorando ad altri progetti, ma vediamo che cosa si concretizzerà.</p>
<p>Per il doppiaggio, invece, per il momento sono un po’ ferma, perché girando fuori e non avendo il dono dell’ubiquità…! Però sicuramente appena arriva qualche attrice, o anche serie…</p>
<p><strong> </strong><strong> 13) </strong><strong>Quanto tempo ci vuole, generalmente, per doppiare un film? Un mese?</strong></p>
<p>No, meno, meno. Dipende, dipende dal film. <em>Il verdetto</em> l’ho doppiato in tre giorni, <em>Blue Jasmine</em> in una settimana.</p>
<p><strong> </strong><strong> 14) </strong><strong>Scuola di doppiaggio. Ci sono notizie ufficiali riguardo l’apertura di una sua scuola?</strong></p>
<p>Bisogna avere tempo, pensarci.</p>
<p><strong> </strong><strong>15) Sono più importanti il caso, la fortuna o la determinazione?</strong></p>
<p><strong> </strong>Tutto, ci vuole tutto, ma la fortuna viene prima di ogni cosa.</p>
<p><strong>16) Gent.</strong><strong>ma signora Rossi, la ringrazio per la sua disponibilità e per la magia che ci ha regalato e ci continua a regalare con il suo lavoro. Adesso le chiedo due saluti, per i nostri lettori. Come ci saluterebbe Emma Thompson e come invece Emanuela Rossi?</strong></p>
<p><strong> </strong>Sicuramente Emma Thompson, essendo inglese, saluterebbe con un aplomb molto english*. Si dovrebbe chiamare Emma e chiedere a lei. Da Emanuela Rossi, vi dico: cari lettori, seguiteci sempre, il doppiaggio è una bellissima professione, umana, emotiva, che purtroppo qualcuno paventa che possa essere in estinzione. Invece è una professione molto importante, è un’occasione di lavoro, per i giovani, un’occasione splendida di lavoro per chi ha attitudini o per chi ha velleità, desideri artistici. Inoltre il doppiaggio svolge una funzione sociale importantissima: spesso si dice che la lingua italiana è la lingua parlata dai doppiatori, il doppiaggio crea anche un’identità nazionale. Senza dimenticare che per guardare un film in originale, la lingua la devi conoscere bene, per capire; e il sottotitolo che spesso viene apposto, intanto, sporca l’immagine, poi il fatto che tu stia lì a perdere tempo, a leggere, e non vedi la faccia, non partecipi, è un po’ castrante da un punto di vista di partecipazione emotiva, empatica. Quindi continuate a seguirci, ad amare questo splendido lavoro che ci rende orgogliosi in tutto il mondo, il nostro doppiaggio è riconosciuto come un’<strong>eccellenza italiana (A tal proposito ricordiamo la sua storia sul sito <a href="https://www.eccellenzeitaliane.eu">Eccellenze Italiane</a> al seguente link: <a href="https://www.eccellenzeitaliane.eu/emanuela-rossi/">https://www.eccellenzeitaliane.eu/emanuela-rossi</a></strong><strong>)</strong></p>

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			<p><em>Fonte: www.ilraccoglitore.com/</em></p>

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		<title>Emanuela Rossi al Premio Tonino Accolla 2018</title>
		<link>https://www.emanuelarossiofficial.it/emanuela-rossi-al-premio-tonino-accolla-2018/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Nov 2018 18:11:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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			<h2>Emanuela Rossi al “<strong>Premio Tonino Accolla</strong>” del 28 ottobre 2018: estratto dell&#8217;intervento.</h2>
<h3 class="title style-scope ytd-video-primary-info-renderer">La voce di Emma Thompson: il doppiaggio è identità italiana.</h3>
<p>Intervento dell’attrice/doppiatrice <strong>Emanuela Ross</strong>i, voce italiana ufficiale di Emma Thompson. Estratto del “<strong>Premio Tonino Accolla</strong>” del 28 ottobre 2018 presso l’Auditorium Parco Della Musica di Roma.</p>
<p>L&#8217;edizione è stata dedicata all “Arte di essere donna” .</p>

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		<title>Emanuela Rossi tra gli ospiti del  Festival delle resistenze</title>
		<link>https://www.emanuelarossiofficial.it/emanuela-rossi-tra-gli-ospiti-del-festival-delle-resistenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Sep 2018 15:28:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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			<h1>Festival delle resistenze: tra gli ospiti l&#8217;attrice Emanuela Rossi. Qui di seguito l&#8217;intervista rilasciata a Giornale Trentino</h1>

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<p><em><strong>Anticipando l’incontro, cosa racconterà oggi al pubblico?</strong></em></p>
<p>«<em>Credo che sarà un incontro aperto e di dialogo, ma ci terrei a sottolineare quanto quello del doppiatore sia un lavoro antico e anche se oggi ci sono tante polemiche sulla dignità del film in lingua originale, il doppiaggio è un’arte che spesso da un valore aggiunto a ciò che si vede in video e la storia del doppiaggio è lunga e articolata. E qui si inserisce il tema in senso lato della resistenza</em>»</p>
<p><em><strong>Qual è il segreto di un buon doppiaggio?</strong></em></p>
<p>«<em>La professionalità e l’anima. Una cosa è la voce di un documentario, un’altra il doppiaggio che richiede la capacità di respirare assieme all’attore con cui entra in simbiosi per diventare un tutt’uno e, qualora si è all’altezza, regalare un valore aggiunto</em>».</p>
<p><strong>Quanto conta avere una bella voce?</strong></p>
<p><em>«È importante ma poi ci vuole tecnica, studio, preparazione, capacità attoriale. Esistono accademie per imparare a recitare, andare in sincrono, avere un’ottima dizione, saper respirare correttamente. La voce è, lo dice la scienza, quell’ onda emozionale che arriva diritta al cervello ed è capace di farci innamorare o disinammorare. Inoltre si deve saper interpretare quello che si va a dire, entrare nel personaggio emozionarsi per emozionare e rendere in italiano intelleggibile traduzioni che se rimanessero letterali non renderebbero. Penso a Frankenstein Junior e il famosissimo “Lupo ululà, castello ululì” frutto del genio dell’adattatore per una frase che in originale era ben altro, ma che è stata resa magnificamente</em>».</p>
<p><em><strong>Quindi un lavoro stratificato?</strong></em></p>
<p>«<em>Ci sono i traduttori, gli adattatori e poi noi cuciamo il tutto</em>».</p>
<p><strong>E fate la magia di farci amare e riconoscere un attore e un personaggio?</strong></p>
<p>«<em>Molti attori vengono identificati assieme alla loro voce ufficiale, ma questo andrebbe detto a produttori e distributori che a volte non danno importanza a come certe voci siano un valore aggiunto all’originale. Penso a De Niro che per tutti ha la voce di Amendola ma che in Casinò è stato sostituito con un’altra voce. Non era più De Niro…. E poi ci sono i grandi come Woody Allen che più di una volta ha dichiarato che la voce di Oreste Lionello ha saputo dare un valore aggiunto alla sua recitazione, una voce che ci ha fatto amare i suoi film in Italia, cosa da Allen testimoniata di persona. Ma questo vale per tanti personaggi o attori, anche se per esempio a me non è mai capitato di incontrare le Signore a cui ho dato la voce, mentre ho incontrato i grandi registi come Robert Altman o John Burman che per “Excalibur” ha fatto un provino per le voci italiane scegliendomi</em>».</p>
<p><em><strong>Una performance che le è cara?</strong></em></p>
<p>«<em>Aver doppiato un personaggio sordomuto in “Le farò da Padre” di Alberto Lattuada in coppia con Gigi Proietti. Un film in cui attraverso dei suoni dovevo trasmettere delle emozioni</em>»</p>
<p><em><strong>Come si passa da Emma Thompson a Kim Basinger a Michelle Pfeiffer?</strong></em></p>
<p>«<em>Abbracciando la maschera che loro indossano in quel ruolo grazie alle proprie doti attoriali ed interpretative»</em>.</p>
<p><em><strong>Un ricordo speciale?</strong></em></p>
<p>«<em>Gli inizi, quando da piccolina ho doppiato Pippi Calzelunghe. Mi piace dichiarare di aver cresciuto generazioni e generazioni. Oppure quando mi feci trascinare in un’aura spirituale dalla profondità di Olivia Hussey-Madre Teresa di Calcutta</em>».</p>
<p><em><strong>Una curiosità del suo lavoro?</strong></em></p>
<p>«<em>Solitamente mi chiedono come facciamo a doppiare le scene di sesso. Io rispondo che abbiamo dei letti e ricreiamo la scena&#8230;ma ovviamente non è così, perché si registra da soli</em>».</p>

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		<title>Emanuela Rossi, Premio Tonino Accolla: riconoscimento per l&#8217;arte di essere donna</title>
		<link>https://www.emanuelarossiofficial.it/emanuela-rossi-premio-tonino-accolla-riconoscimento-larte-di-essere-donna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jul 2018 15:02:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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			<h1>Emanuela Rossi, Premio Tonino Accolla: riconoscimento per l&#8217;arte di essere donna.</h1>

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			<h2>Emanuela Rossi riceve anche il Premio alla carriera</h2>
<p>Si è svolto il 27 e 28 Giugno il <strong>Premio Tonino Accolla</strong>, che celebra l’arte del doppiaggio. Il premio è divenuto il primo contest live per allievi doppiatori provenienti dalle scuole di doppiaggio italiane, allo scopo di promuovere e diffondere la conoscenza della cultura cinematografica e nello specifico, promuovere e valorizzare l’arte del doppiaggio, favorendo un confronto tra giovani doppiatori.<br />
La quinta edizione 2018, è stata dedicata alla figura femminile, all’arte di essere donna, alla sua bellezza, attraverso cui si è raccontata la storia del cinema e del doppiaggio; madrina del Premio,  l’attrice e doppiatrice <a href="https://www.eccellenzeitaliane.eu/emanuela-rossi/"><strong>Emanuela Rossi</strong></a>, cui è stato dedicato il poster, unitamente ai volti di Pippi Calzelunghe (con cui ha esordito nel doppiaggio), Michelle Pfeiffer e Nicole Kidman (tra le attrici più importanti cui ha prestato la propria voce). Emanuela Rossi,  vincitrice del riconoscimento per l&#8217;arte di essere donna e insignita anche del premio alla carriera.</p>
<p>Lungo e proficuo il rapporto umano e professionale con Accolla<em>: &#8220;Tonino non aveva un carattere semplicissimo, genio e sregolatezza facevano parte di lui &#8211;</em>afferma Emanuela<em>&#8211; ma tra noi c&#8217;è stata grande stima e simpatia. Con lui ho fatto bei lavori</em>.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="https://www.emanuelarossiofficial.it/emanuela-rossi-madrina-del-premio-tonino-accolla/">Leggi di più sul premio</a></strong></p>

		</div>
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			<p style="text-align: right;"><strong>Fonte video: Voci Fm</strong></p>

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		<title>Emanuela Rossi madrina del Premio Tonino Accolla</title>
		<link>https://www.emanuelarossiofficial.it/emanuela-rossi-madrina-del-premio-tonino-accolla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jun 2018 14:44:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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			<h1>Emanuela Rossi madrina del Premio Tonino Accolla il 27 e 28 giugno 2018.</h1>

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			<p>Si terrà il 27 e 28 Giugno il Premio Tonino Accolla, ideato da Stefania Altavilla nel 2014 (in memoria del doppiatore siracusano scomparso nel 2013), con la direzione artistica di Giuseppe Mandalari, viene organizzato da A.R.C.A. per celebrare l’arte del doppiaggio. Con la collaborazione ed il supporto tecnico iniziale di AMBIPICTURES e FONOROMA e di BEEP STUDIOS dal 2017, il PREMIO è divenuto il primo contest live per allievi doppiatori provenienti dalle scuole di doppiaggio italiane, allo scopo di promuovere e diffondere la conoscenza della cultura cinematografica e nello specifico, promuovere e valorizzare l’arte del doppiaggio, favorendo un confronto tra giovani doppiatori.<br />
La quinta edizione 2018, sarà dedicata alla figura femminile, all’arte di essere donna, alla sua bellezza, attraverso cui si racconterà la storia del cinema e del doppiaggio; madrina del Premio, sarà quest’anno l’attrice e doppiatrice <strong>Emanuela Rossi</strong>, cui è stato dedicato il poster, unitamente ai volti di Pippi Calzelunghe (con cui ha esordito nel doppiaggio), Michelle Pfeiffer e Nicole Kidman (tra le attrici più importanti cui ha prestato la propria voce).<br />
Nella serata d’apertura, dedicata alla storia del doppiaggio, con la collaborazione di Adriano Pintaldi, verrà presentato un omaggio a Giancarlo Giannini doppiatore, che andrà ad esplicitare il legame TRA CINEMA &amp; DOPPIAGGIO.</p>

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			<p>Prevista la consegna dei premi alla carriera a Emanuela Rossi, con la quale rivedremo alcune scene dei suoi più celebri doppiaggi, accompagnate da un tributo all’immagine della donna di ieri e di oggi, nel cinema. Riconoscimento, altresì a Perla Liberatori, con un tributo al doppiaggio dei cartoni animati.<br />
Non mancherà la sorpresa di doppiaggi live nei quali verranno coinvolti gli ospiti, ai quali si alterneranno momenti musicali che vedranno la presentazione di “Cinematica”, il progetto del gruppo di contemporary vocalist A Capella dei SeiOttavi.<br />
Partner Tecnici 2018, la BEEP STUDIOS, società di doppiaggio che offrirà ai vincitori l’opportunità di lavoro sotto la guida di Claudio Sorrentino, Ambi Media Italia, nuova realtà di distribuzione cinematografica per il mercato italiano, di Ambi Media Group e Fono Roma. La volontà di A.R.C.A., sarà quella di proseguire nelle molteplici e ricorrenti collaborazioni, allo scopo di valorizzare il nostro patrimonio artistico, culturale e monumentale, coniugando la storia del cinema italiano, rappresentato da Tonino Accolla con il territorio, trasformando il Premio in uno strumento di promozione turistica di Siracusa, per due sere capitale del doppiaggio.<br />
La seconda serata, aperta con un riconoscimento speciale a Mario Cordova, alla carriera ed alla sua sicilianità, esplicitato durante la serata con un video tributo e dall’esecuzione a sorpresa di doppiaggi live, proseguirà con il contest live. Per il 2018, hanno risposto oltre 90 allievi riconducibili a 15 scuole distribuite tra Sicilia, Puglia, Campania, Basilicata, Lazio, Toscana, Veneto, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna. La preselezione a distanza, con la collaborazione di BEEP STUDIOS e FONOROMA, ha portato alla scelta di 6 allievi doppiatori (3 uomini e 3 donne) che parteciperanno alla finale di Piazza Minerva. Durante la serata gli allievi dovranno confrontarsi con l’esecuzione di doppiaggi live, sia individuali che di coppia, articolati su più prove. La valutazione delle performances verrà effettuata da una giuria tecnica presente durante la serata che sceglierà a proprio insindacabile giudizio, la miglior voce maschile e femminile cui verrà attribuito il PREMIO TONINO ACCOLLA 2018. Sarà presente anche una giuria composta da giornalisti. La giuria tecnica quest’anno vede la partecipazione di alcuni tra i migliori doppiatori e direttori del doppiaggio italiano: Claudio Sorrentino – presidente di giuria (direttore del doppiaggio e doppiatore – voce anche di Mel Gibson e John Travolta), Adriano Pintaldi (presidente del Roma Film Festival, direttore del Fanta Festival, membro del David di Donatello, regista), Emanuela Rossi (attrice e doppiatrice – voce anche di Michele Pfeiffer e Kim Basinger), Mario Cordova (attore, doppiatore, dialoghista e direttore del<br />
doppiaggio – voce anche di Richard Gere, William Dafoe, Jeremy Irons), Perla Liberatori (doppiatrice tra le altre, di Scarlett Johansson, ma che vanta anche il doppiaggio di tante serie tv e cartoni animati), da anni impegnata anche nella presentazione di Romics (Festival Internazionale del Fumetto), Franco Mirra (direttore di Fono Roma, nonché direttore di doppiaggio), Lorenzo Accolla (doppiatore e direttore del doppiaggio). Presenta l’anchorman e voce della pallanuoto italiana Mimmo Contestabile.</p>
<p>Gli allievi finalisti dell’edizione 2018 saranno:<br />
• • Iannelli Letizia (Scuola ODS &#8211; Torino);<br />
• • Malandrino Emanuele (Scuola Voice Art Dubbing);<br />
• • Ombres Alessio (Accademia del Doppiaggio Silvia Pepitoni);<br />
• • Rossetti Ludovica (Accademia del Doppiaggio Silvia Pepitoni);<br />
• • Tesoro Pier Paolo (Scuola Studio Asci)<br />
• • Valentina De Marchi (Scuola Voice Art Dubbing</p>

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		<title>Bukurosh mio nipote: il tour</title>
		<link>https://www.emanuelarossiofficial.it/bukurosh-mio-nipote-il-tour/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jan 2018 13:37:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div id="vc_row-6a1a48578edbb" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<h1>Bukurosh mio nipote -il ritorno dei suoceri albanesi: il tour della commedia</h1>

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			<p>In allegato la locandina del tour della commedia <strong>Bukurosh mio nipote, il ritorno dei suoceri albanesi. </strong>Tutte le date e le città da gennaio a marzo.</p>
<p>La commedia con<a href="https://www.emanuelarossiofficial.it/"><strong> Emanuela Rossi</strong></a> e <strong>Francesco Pannofino.</strong></p>
<p>Guarda il video trailer qui di seguito.</p>
<p>Per maggiori informazioni clicca qui o visita il <strong><a href="https://www.emanuelarossiofficial.it/pf/bukurosh-mio-nipote/">portfolio di Emanuela Rossi</a></strong></p>

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		<title>Emanuela Rossi e Ginevra: il personaggio interpretato in Bukurosh, mio nipote</title>
		<link>https://www.emanuelarossiofficial.it/emanuela-rossi-ginevra-il-personaggio-interpretato-bukurosh-mio-nipote/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jan 2018 13:47:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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			<h1>Emanuela Rossi parla di Ginevra, il personaggio interpretato nella commedia &#8220;<strong>Bukurosh Mio Nipote&#8221;</strong></h1>
<p>Ginevra, interpretata da <a href="https://www.emanuelarossiofficial.it/"><strong>Emanuela Rossi</strong></a> si chiede se a Roma può mai vincere il suo ristorante di cucina molecolare su una buonissima pizza al taglio&#8230;<br />
Nel brillante testo di Gianni Clementi, le risposte non sono mai scontate.</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/SalaUmberto/videos/10155806652541826/?hc_ref=ARQLx1cJLIK7WGl3BjSDE6by-0PZi_1tiqL-KuBkPeQQVuEMEKGrHMKTnGtGgSvHHqA&amp;fref=nf">Guarda il video</a></p>

		</div>
	</div>
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		<title>Emanuela Rossi da voce alla storia di Rambaldi</title>
		<link>https://www.emanuelarossiofficial.it/emanuela-rossi-da-voce-alla-storia-di-rambaldi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Dec 2017 14:06:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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			<h1>Emanuela Rossi da voce alla storia di Carlo Rambaldi</h1>
<p>Videoracconto della storia di <strong>Carlo Rambaldi</strong> con la voce di Emanuela Rossi per <strong>Eccellenze Italiane</strong>.</p>
<p><a href="http://www.eccellenzeitaliane.eu/carlo-rambaldi/">Guarda il video</a></p>

		</div>
	</div>
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		<title>I suoceri Albanesi 2. Emanuela Rossi torna in scena con Bukurosh, mio nipote</title>
		<link>https://www.emanuelarossiofficial.it/suoceri-albanesi-2-emanuela-rossi-torna-scena-con-bukurosh-mio-nipote/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Nov 2017 11:26:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Bukurosh]]></category>
		<category><![CDATA[Bukurosh- mio nipote]]></category>
		<category><![CDATA[commedia]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuela Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Pannofino]]></category>
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		<category><![CDATA[mio nipote]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[I suoceri Albanesi 2. Emanuela Rossi e Francesco Pannofino tornano in scena con &#8220;Bukurosh, mio nipote&#8221; dal 2 Dicembre 2017...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>I suoceri Albanesi 2. <strong>Emanuela Rossi</strong> e <strong>Francesco Pannofino</strong> tornano in scena con &#8220;Bukurosh, mio nipote&#8221;</h1>
<p style="text-align: center;"><strong>dal 2 Dicembre 2017</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_24815" aria-describedby="caption-attachment-24815" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.emanuelarossiofficial.it/wp-content/uploads/2017/11/i-suoceri-albanesi-2.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-24815" src="https://www.emanuelarossiofficial.it/wp-content/uploads/2017/11/i-suoceri-albanesi-2-300x225.jpg" alt="I suoceri Albanesi 2. Emanuela Rossi e Francesco Pannofino tornano in scena con &quot;Bukurosh, mio nipote&quot;" width="300" height="225" srcset="https://www.emanuelarossiofficial.it/wp-content/uploads/2017/11/i-suoceri-albanesi-2-300x225.jpg 300w, https://www.emanuelarossiofficial.it/wp-content/uploads/2017/11/i-suoceri-albanesi-2-768x576.jpg 768w, https://www.emanuelarossiofficial.it/wp-content/uploads/2017/11/i-suoceri-albanesi-2.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-24815" class="wp-caption-text">Nella foto uno scatto di I suoceri albanesi &#8211; 2016</figcaption></figure>
<p><strong><a href="https://www.emanuelarossiofficial.it/">Emanuela Rossi </a> e Francesco Pannofino</strong> tornano in scena con<strong> </strong>in<strong> SuoceriAlbanesi 2: Bukurosh, mio nipote</strong>.</p>
<p><strong>La Trama:</strong> Lucio, consigliere comunale progressista; Ginevra, chef in carriera di cucina molecolare e la loro figlia 17enne Camilla; Corrado, Colonnello gay in pensione; Benedetta, titolare dell’erboristeria sotto casa; Igli, albanese, titolare di una piccola Ditta edile e Lushan, il suo giovane fratello, sono gli “eroi” del nuovo testo di <strong>Gianni Clementi</strong>.</p>
<p>Lucio e Ginevra sono appena tornati dall’Albania, reduci insieme a Corrado e Benedetta dal matrimonio riparatore di Camilla con Lushan, di cui è rimasta incinta durante i lavori di ristrutturazione del bagno di casa. Ai dubbi per la scelta tanto azzardata della figlia si sommano le preoccupazioni per il suo futuro, l’annuncio delle elezioni comunali per Lucio, la notizia che il ristorante molecolare di Ginevra comincia ad accusare un notevole calo di clienti e il problema della imminente convivenza in casa con i novelli sposi. L’impegno di acquistare e ristrutturare, tramite la ditta di Igli, l’appartamento sullo stesso pianerottolo, anche se economicamente importante, si prospetta come un’occasione unica per preservare la vicinanza con la figlia ma anche l’intimità familiare.</p>
<p>Ma l’arrivo improvviso e anticipato dal viaggio di nozze di una Camilla disperata e sola, non fa che rafforzare i loro dubbi sulla fragilità della loro figliola e soprattutto di quell’unione. Anche per gli amici di famiglia Corrado e Benedetta le novità non mancano… tutto sembra precipitare ulteriormente: purtroppo Lucio non viene eletto e da ex onorevole, per la prima volta in vita sua, <strong>scopre di non saper fare niente</strong>. Non ha un mestiere; lui che ha dedicato <strong>tutta la sua vita sempre e solo alla politica</strong>. Lucio e Ginevra cadono in una profonda depressione, ma paradossalmente le difficoltà del momento riavvicinano molto la coppia e, come recita il famoso detto spagnolo: “<em>un bambino arriva sempre con il pane</em> <em>sotto il braccio</em>”, la nascita di Bukurosh sembra sgombrare il cielo dalle nubi. Un interno medio borghese, una famiglia che vede messa in pericolo la propria presunta stabilità ed è costretta a mettersi in gioco.</p>
<p><strong>Suoceri Albanesi 2: Bukurosh, mio nipote</strong><em> </em>vuole essere una divertita riflessione sulla nostra società, sui nostri pregiudizi, i nostri timori, le nostre contraddizioni, debolezze e piccolezze.</p>
<p><strong><a href="https://www.emanuelarossiofficial.it/pf/bukurosh-mio-nipote/">Guarda il trailer</a></strong></p>
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